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Emma Prestia, Traduzioni italiane dei refranes del Don Chisciotte
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1. Contra el uso de los tiempos no hay que argüir ni de qué hacer consecuencias
QI, cap. XLIX
It. FRANCIOSINI: Non occorre che formi argumenti, e cavi consequenze contra l’uso de’ tempi (p. 641).
It. GAMBA: Contro l’uso dei tempi nulla c’è da sofisticare (p. 541).
It. GIANNINI: Parte di testo non presente.
It. CARLESI: Contro la moda dei tempi non valgono argomentazioni né illazioni (p. 546).
It. MARONE: Contro i costumi dei tempi non c’è da argomentare né da cavare conseguenze (p. 686).
It. BODINI: Contro l’uso dei tempi, non c’è proprio nulla da eccepire né da trarre illazioni (p. 545).
It. FALZONE: Contro l’uso dei tempi non c’è nulla da obiettare né alcuna illazione da fare (p. 427).
It. LA GIOIA: Contro l’andazzo dei tempi, non c’è molto da discutere né fare (p. 453).
It. CANALE: Dinanzi ai costumi di un’epoca c’è poco da dire o da dedurre (p. 899).
I traduttori che restano più fedeli al testo spagnolo e alla struttura di partenza sono Marone, Falzone e Bodini. Franciosini pone a fine frase il focus ‘contra el uso de los tiempos’ e non conserva i verbi all’infinito (argüir e hacer) ma adotta il congiuntivo presente ("che formi" e "(che) cavi"); Gamba e CANALE: mantengono il focus in prima posizione ma sintetizzano il resto del refrán; Carlesi e La Gioia si comportano come i due traduttori appena esaminati ma mantengono la coordinazione tra le due proposizioni negative presente nel testo spagnolo; Giannini infine omette del tutto, nella propria edizione, l’espressione proverbiale spagnola. Di seguito le varianti italiane adottate per tradurre uso de los tiempos: l’uso dei tempi (Franciosini, Gamba, Falzone, Bodini);i costumi dei tempi (Marone); la moda dei tempi (Carlesi); l’andazzo dei tempi (La Gioia); costumi di un’epoca (Canale). "Moda", sostantivo appartenente al lessico fondamentale dei parlanti, è diacronicamente più recente rispetto agli altri poiché è stato introdotto in italiano verso la metà del XVII secolo dal francese ‘mode’; "andazzo" è invece la soluzione stilistica più colloquiale tra quelle presenti (GRADIT 2007). Varianti per no hay que argüir: non occorre che formi argumenti (Franciosini)non c’è da argomentare (Marone); non valgono argomentazioni (Carlesi); non c’è nulla da obiettare (Falzone); non c’è molto da discutere (La Gioia); non c’è proprio nulla da eccepire (Bodini); c’è poco da dire (Canale). "Eccepire", col senso di ‘obiettare’, è diacronicamente più recente rispetto alle altre varianti adottate, poiché introdoto nel lessico verso la fine del XVIII secolo secondo il GRADIT. Varianti per ni de qué hacer consecuencias:(non occorre che) cavi conseguenze (Franciosini); né da cavare conseguenze (Marone); né illazioni (Carlesi); né alcuna illazione da fare (Falzone); né fare (La Gioia); né da trarre illazioni (Bodini);(c’è poco) da dedurre (Canale).
Fuente: Cervantes, Miguel de (1978), El ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, edizione di Luis Andrés Murillo, Castalia, Madrid, p. 575.
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