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Emma Prestia, Traduzioni italiane dei refranes del Don Chisciotte
A B C D E G L M N O P S T U V
LA LE LO
LA LAS
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1. Las armas de los togados son las mesmas que las de la mujer, que son la lengua
QII, cap. XXXII
It. FRANCIOSINI: L’arme de’ togati sono l’istesse che quelle delle donne, che sono la lingua (p. 313).
It. GAMBA: Gli uomini di toga non conoscono altre armi tranne quelle delle donne, vale a dire la lingua (p. 294).
It. GIANNINI: L’arma della gente di toga è la stessa della donna, vale a dire la lingua (p. 279).
It. CARLESI: Le armi degli uomini di toga e di lettere son lo stesse di quelle delle donne e cioè la lingua (p. 859).
It. MARONE: (tutti conoscono essere) Le armi degli uomini di toga le stesse di quelle delle femmine e cioè la lingua (p. 305).
It. BODINI: Le armi di quelli che hanno la tonaca son le stesse di quelle della donna (p. 846).
It. FALZONE: Le armi dei letterati sono le stesse di quelle della donna, cioè consistono nella lingua (p. 663).
It. LA GIOIA: I togati usano la stessa arma delle donne, ossia la lingua (p. 718).
It. CANALE: Le armi dei togati sono le stesse della donna, cioè la lingua (p. 1423).
Le traduzioni risultano per la maggior parte letterali. Nelle versioni di Gamba e di La Gioia i valori sintattici del soggetto (las armas) e del complemento di specificazione (de los togados) vengono mutati; il primo diventa complemento oggetto, il secondo assume invece il valore di soggetto. Giannini e La Gioia volgono al singolare "las armas", forse in accordo con "la lingua", non attenendosi quindi ai verbi e al testo di partenza; Franciosini, Gamba, Marone, Carlesi e La Gioia volgono al plurale "la mujer", forse per enfatizzare il fatto che la maggior parte delle donne si comporti in questo modo; Bodini infine non specifica quali siano le armi utilizzate, anche se presenti nel sintagma spagnolo di riferimento. Solo Franciosini e Falzone riportano il secondo verbo presente nel refrán a differenza degli altri che semplificano con le congiunzioni coordinative "cioè" o "ossia", forse per l’assenza di concordanza di numero tra il verbo, che è al plurale, e l’oggetto, che è al singolare. "Arme", lezione adottata da Franciosini per tradurre "las armas", corrisponde alla variante letteraria di ‘arma’ secondo il GRADIT. Di seguito le varianti italiane adottate per tradurre togados: togati (Franciosini, La Gioia, Canale); uomini di toga (Gamba, Marone); uomini di toga e di lettere (Carlesi); letterati (Falzone); gente di toga (Giannini); quelli che hanno la tonaca (Bodini). "Togati" e "letterati", presenti nelle versioni di Franciosini, La Gioia, Canale e Falzone, sono le traduzioni più fedeli all’originale cervantino "togados"; le altre varianti riscontrate sono invece perifrasi che hanno il chiaro intento di rendere più comprensibile il concetto espresso dal refrán, risultando perciò meno formali dei primi.
Fuente: Cervantes, Miguel de (1978), El ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, edizione di Luis Andrés Murillo, Castalia, Madrid, p. 282.
2. Las gracias y los donaires no asientan sobre ingenios torpes
QII, cap. XXX
It. FRANCIOSINI: Le grazie, e gentilezze non hanno il suo seggio in ingegni rozzi (p. 301).
It. GAMBA: Le grazie ed il brio non hanno il loro seggio nei rozzi ingegni (p. 283).
It. GIANNINI: Le facezie e le arguzie non hanno loro dimora in menti tarde (p. 267).
It. CARLESI: Le facezie e i motti spiritosi non albergano nei cervelli torpidi (p. 849).
It. MARONE: Le arguzie e le grazie non s’addicono a ingegni gretti (p. 293).
It. BODINI: Le arguzie e gli scherzi mal s’adattano a chi è tardo di mente (p. 835).
It. FALZONE: Le facezie e le arguzie non albergano in menti tarde (p. 654).
It. LA GIOIA: Gli scherzi e le arguzie non nascono da menti pigre (p. 709).
It. CANALE: La facezia e il garbo non poggiano su ingegni ottusi (p. 1405).
Tutti i traduttori mantengono la struttura del sintagma di partenza e traducono in modo per lo più letterale il refrán. Marone e Canale, nelle loro edizioni, invertono l’ordine dei soggetti enunciati a inizio frase nel testo spagnolo e traducono prima los donaires, rispettivamente con "arguzie" e "facezia", e poi las gracias, rispettivamente con "le grazie" e "il garbo"; Gamba invece inverte l’ordine sostantivo-aggettivo di ingenios torpes traducendo quindi con "rozzi ingegni". Nell’edizione di Bodini, infine, ingenios torpes (complemento di limitazione) diventa complemento di provenienza. Di seguito le varianti italiane adottate per tradurre las gracias y los donaires: le grazie, e gentilezze (Franciosini); le grazie ed il brio (Gamba); le arguzie e le grazie (Marone); le facezie e i motti spiritosi (Carlesi); le facezie e le arguzie (Falzone, Giannini); gli scherzi e le arguzie/ le arguzie e gli scherzi (La Gioia, Bodini); la facezia e il garbo (Canale). Varianti per no asientan sobre: non hanno il suo/loro seggio in/nei (Franciosini, Gamba); non s’addicono a (Marone); non albergano nei/in (Carlesi, Falzone); non hanno loro dimora in (Giannini); non nascono da (La Gioia); mal s’adattano a (Bodini); non poggiano su (Canale). Varianti per ingenios torpes: ingegni rozzi/rozzi ingegni (Franciosini, Gamba);ingegni gretti (Marone); cervelli torpidi (Carlesi); menti tarde (Falzone); menti pigre (La Gioia); tardo di mente (Bodini);ingegni ottusi (Canale). Questo refrán è anche presente nel Refranero general español di Sbarbi alla p. 233.
Fuente: Cervantes, Miguel de (1978), El ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, edizione di Luis Andrés Murillo, Castalia, Madrid, p. 272.
3. Las iras de los amantes suelen parar en maldiciones
QII, cap. LXVII
It. FRANCIOSINI: Li sdegni de gl’amanti sogliono aver per fine le maledizioni (p. 665).
It. GAMBA: Gli sdegni degli amanti sogliono finire in maledizioni (p. 595).
It. GIANNINI: Le ire degli innamorati sogliono finire in maledizioni (p. 583).
It. CARLESI: Le ire degli innamorati vanno a finire in maledizioni (p. 1160).
It. MARONE: Le ire degli innamorati sogliono terminare in maledizioni (p. 646).
It. BODINI: Le ire degli amanti sogliono tradursi in maledizioni (p. 1134).
It. FALZONE: Le ire degli amanti sogliono andare a finire in maledizioni (p. 886).
It. LA GIOIA: La rabbia degli innamorati finisce sempre in maledizioni (p. 970).
It. CANALE: Le ire degli amanti si traducono di solito in maledizioni (p. 1927).
Le traduzioni sono letterali. Si noti l’adozione da parte dei traduttori di varianti come gli sdegni, le ire o la rabbia per rendere in italiano las iras. La prima variante, "sdegni", è stata utilizzata nelle proprie versioni da Franciosini e Gamba: questa scelta risulta infatti più adatta e inoltre diacronicamente più antica rispetto al termine più comune "rabbia" adottato da La Gioia; l’alternativa stilistica colloquiale adottata da quest’ultimo si discosta dalla traduzione più formale, oltre che letterale, "ire", presente nelle restanti traduzioni elencate (GRADIT 2007). Di seguito le varianti italiane adottate per tradurre suelen parar: sogliono aver per fine (Franciosini); sogliono finire (Gamba, Giannini); sogliono terminare (Marone); vanno a finire (Carlesi); sogliono andare a finire (Falzone); finisce sempre (La Gioia); sogliono tradursi (Bodini); si traducono di solito (Canale). Si noti come La Gioia traduca liberamente suelen con il rafforzativo "sempre", che ne modifica il significato letterale, e come Carlesi affievolisca il significato di continuità dell’azione veicolato dall’uso del verbo solere. "Sogliono" è inoltre marcato diacronicamente, come nel caso precedente, poiché secondo il GRADIT esso rappresenta la forma più antica rispetto alle altre varianti utilizzate.
Fuente: Cervantes, Miguel de (1978), El ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, edizione di Luis Andrés Murillo, Castalia, Madrid, p. 547.
4. Las promesas de enamorados, por la mayor parte, son ligeras de prometer y muy pesadas de cumplir
QII, cap. LII
It. FRANCIOSINI: Le promesse degli innamorati, per la maggior parte sono leggieri da promettersi, e molto gravi da mantenersi (p. 517).
It. GAMBA: Le promesse degli innamorati, d’ordinario sono facili ad essere fatte, e difficili troppo ad essere mantenute (p. 469).
It. GIANNINI: Promesse d’innamorati: promesse che, per la più parte, agevoli sono a farsi ma difficili molto ad osservarsi (p. 448).
It. CARLESI: Le promesse d’un innamorato, d’ordinario son molto facili a farsi e molto difficili a mantenersi (p. 1033).
It. MARONE: Le promesse degli innamorati, il più delle volte, sono facili da formulare, ma difficili da mantenere (p. 503).
It. BODINI: Le promesse d’innamorati, per lo più facili a darsi e difficili a mantenersi (p. 1009).
It. FALZONE: Le promesse d’innamorati, per la maggior parte, sono facili a farsi e molto difficili a mantenersi (p. 792).
It. LA GIOIA: Le promesse di innamorati, per la maggior parte sono leggere da farsi e pesanti da mantenere (pp. 864-865).
It. CANALE: Le promesse d’innamorati, nella maggior parte dei casi, sono leggeri a farsi, ma pesantissimi a compiersi (p. 1711).
Le traduzioni sono letterali; unici elementi di personalizzazione si rilevano nelle versioni di Giannini e Bodini, i quali ricorrono entrambi a modifiche morfo-sintattiche dell’espressione proverbiale, con obiettivi però diversi. Giannini isola l’oggetto di riflessione del refràn in una frase nominale seguita dai due punti (Promesse d’innamorati:), ripetendovi subito dopo il medesimo sostantivo con funzione di clitico di ripresa e conseguente enfatizzazione del concetto. Bodini invece omette il verbo, rendendo l’espressione proverbiale una frase nominale. Di seguito le varianti italiane adottate per tradurre por la mayor parte: per la/nella maggior parte (Franciosini, Falzone, Canale); d’ordinario (Gamba, Carlesi);il più delle volte (Marone); per la più parte (Giannini); per lo più (Bodini). Gamba e Carlesi scelgono di sintetizzare la perifrasi derivante dalla traduzione letterale dell’espressione utilizzata nel refrán.
Fuente: Cervantes, Miguel de (1978), El ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, edizione di Luis Andrés Murillo, Castalia, Madrid, p. 434.
5. Las tierras que de suyo son estériles y secas, estercolándolas y cultivándolas vienen a dar buenos frutos
QII, cap. XII
It. FRANCIOSINI: Le terre che di sua natura sono sterili, e secche, inletamandole, e cultivandole, vengono a far buoni frutti (p. 105).
It. GAMBA: I terreni che sono sterili e senza umore nutritivo, a forza di mettervi buon letame, e di coltivarli, vengono a produrre buone frutta (p. 107).
It. GIANNINI: Le terre che di per sé sono sterili e magre, concimandole e coltivandole vengono a dar buoni frutti (p. 100).
It. CARLESI: Le terre che son di suo sterili e aride, concimandole e coltivandole, arrivano a dar buoni frutti (p. 682).
It. MARONE: Le terre che per se stesse sono sterili ed aride, concimandole e coltivandole, finiscono per dare buoni frutti (p. 114).
It. BODINI: I terreni che per loro natura sono sterili e secchi, gettandovi sterco e coltivandoli finiscono col dare buoni frutti (p. 678).
It. FALZONE: Le terre che per natura sono sterili e secche, gettandovi sterco e coltivandole, finiscono col dar buoni frutti (p. 531);; LA GIOIA: I terreni che di suo sono sterili e secchi, concimandoli e coltivandoli, finiscono per dare buoni frutti (pp. 567-568).
It. CANALE: Le terre che, di per sé, sono sterili e secche, se si letamano e si coltivano, danno buoni frutti (p. 1129).
Le traduzioni sono letterali, tranne quella di Gamba poiché egli non traduce de suyo, parafrasa secas con "senza umore nutritivo" e non mantiene i due gerundi estercolándolas e cultivándolas, optando per l’espressione italiana "a forza di mettervi buon letame, e di coltivarli". Si noti l’alternanza di "terre" e "terreni" per tierras. Di seguito le varianti italiane adottate per tradurre de suyo: di sua natura (Franciosini); per se stesse (Marone); di suo (Carlesi, La Gioia); per natura (Falzone); di per sé (Giannini, Canale); per loro natura (Bodini). Varianti per estercolándolas: inletamandole (Franciosini); concimandole/concimandoli (Marone, Carlesi, Giannini, La Gioia); gettandovi sterco (Falzone, Bodini); se si letamano (Canale). Questo refrán è anche presente nel Refranero general español di Sbarbi alla p. 282.
Fuente: Cervantes, Miguel de (1978), El ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, edizione di Luis Andrés Murillo, Castalia, Madrid, p. 122.
6. Las virtudes adoban la sangre, y en más se ha de estimar y tener un humilde virtuoso que un vicioso levantado
QII, cap. XXXII
It. FRANCIOSINI: Le virtù acconciano il sangue, e più s’hà da stimare, & apprezzare un umil virtuoso, che un vizioso sublimato (p. 324).
It. GAMBA: Le virtù emendano i difetti del sangue, e più assai è da tenersi conto dell’umile virtuoso, che del vizioso portato ad elevazione (p. 302).
It. GIANNINI: Le virtù compensano il difetto del sangue e si deve stimare e tenere in maggior conto un umile virtuoso anziché un magagnato eminente (p. 287).
It. CARLESI: Le virtù nobilitano la stirpe, e si deve stimar di più un virtuoso d’umile condizione che un vizioso altolocato (p. 869).
It. MARONE: Le virtù nobilitano il sangue, e più deve essere stimato e considerato un umile virtuoso che un nobile carico di vizi (p. 315).
It. BODINI: Le virtù nobilitano il sangue, e un umile che sia virtuoso va stimato e apprezzato assai più che non un potente vizioso (pp. 854-855).
It. FALZONE: Le virtù rimediano al lignaggio e si deve stimare e tenere in maggior conto un umile virtuoso che un vizioso eminente (p. 670).
It. LA GIOIA: Le virtù nobilitano il sangue, ed è più da considerare e da stimare un umile virtuoso che un vizioso di buona nascita (p. 726).
It. CANALE: Le virtù purificano il sangue, dovendosi tenere in più alta stima e considerazione un umile virtuoso che un vizioso eminente (p. 1437).
Le traduzioni del refrán risultano per lo più letterali soprattutto per quanto riguarda la prima parte. Anche in questo caso Gamba preferisce parafrasare alcuni elementi dell’enunciato come si può notare nel caso del verbo adoban, reso in italiano col significato di "emendare i difetti di" anziché coi più semplici di "purificare" o "nobilitare", o come nel caso del vicioso levantado tradotto con "vizioso portato ad elevazione". Come già in altri casi Canale modifica la struttura sintattica della seconda parte del refrán; qui trasforma in una subordinata implicita quella che nel testo spagnolo di partenza è una coordinata copulativa. Di seguito le varianti italiane adottate per tradurre adoban: acconciano (Franciosini); emendano (Gamba); nobilitano (Marone, Carlesi, La Gioia, Bodini); rimediano (Falzone); compensano il difetto (Giannini); purificano (Canale). "Acconciare" risulta diacronicamente marcato in quanto più antico delle altre varianti presenti nelle restanti traduzioni italiane appena elencate (GRADIT 2007). Varianti per la sangre: il sangue (Franciosini, Gamba, Marone, Giannini, La Gioia, Bodini, Canale); la stirpe (Carlesi);il lignaggio (Falzone). Varianti per vicioso levantado: vizioso sublimato (Franciosini); vizioso portato ad elevazione (Gamba); nobile carico di vizi (Marone); vizioso altolocato (Carlesi); vizioso eminente (Falzone, Canale); magagnato eminente (Giannini); vizioso di buona nascita (La Gioia); potente vizioso (Bodini). Questo refrán è anche presente nel Refranero general español di Sbarbi alla p. 239.
Fuente: Cervantes, Miguel de (1978), El ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha, edizione di Luis Andrés Murillo, Castalia, Madrid, p. 291.
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